Comune di Melendugno
Melendugno (“Melendugnu” o “Malandugnu” in dialetto salentino) è un comune italiano di 10’034 abitanti, chiamati “Melendugnesi” in dialetto salentino.
Secondo la leggenda Malennio, nella mitologia il fondatore della città di Lecce, avrebbe fondato Malandugno (portatore di sventura) che si trasformò poco dopo in Melendugno (portatore di dolcezza), si avvalora ancora di più questo pensiero sia nello stemma comunale nel quale vi è raffigurato un alveare posto sul tronco di un pino, circondato dalle api, e ancora dal dialetto locale che chiama Mele il miele. A fine ’800 inizio ‘900 Melendugno era noto come il paese del miele essendo la zona con maggior produzione in tutta la provincia di Lecce.
Il santo patrono di Melendugno è San Niceta e si festeggia il 15 e 16 settembre.
Le prime testimonianze abitative nel territorio di Melendugno sono riconducibili all'età del Bronzo; risalgono a quest'epoca i due dolmen Placa e Gurgulante individuabili nelle immediate campagne della cittadina in direzione di Calimera.
Melendugno, pare abbia avuto origine verso l'XI secolo con l'arrivo dei Normanni, in seguito alle guerre tra Greci e Saraceni. Qui si stabilirono i monaci basiliani, costruirono cripte e abbazie e si dedicarono all'agricoltura e alla letteratura. Fondarono l'Abbazia di San Niceta, i cui resti sono rappresentati dalla piccola chiesa situata nei pressi del cimitero, nome preso dal Santo patrono che nel 1743 salvò i melendugnesi da un terremoto.
I frantoi ipogei (in dialetto salentino "trappiti"), tuttora visitabili, sono antri sotterranei privi di luce e scavati nel banco calcareo utilizzati per la produzione dell'olio di oliva. L'agglomerato di Borgagne è l'unica frazione del comune, tra i luoghi di interesse vi sono la Chiesa della Presentazione del Signore e la Chiesa della Madonna del Carmine.
Melendugno si affaccia sul mare con un litorale di oltre 15 km che comprende marine quali: Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca, Torre dell’Orso, Torre Saracena e Sant'Andrea. Il litorale è caratterizzato da un susseguirsi di spiaggette, insenature, calette, della presenza di piatti isolotti e di faraglioni, inoltre ospita ampie aree pinetate e diverse specie arbustive della macchia mediterranea.
San Foca e Torre Specchia Ruggeri, sono due località che hanno mantenuto la loro dimensione di piccoli villaggi di pescatori. A San Foca, inoltre, si trova la famosa Grotta degli Amanti, la leggenda narra la storia di due giovani, rifugiatisi lì, che morirono per l’alta marea. Una storia suggestiva che rende ancora più magico questo luogo. Torre dell'Orso e Torre Saracena sono invece località prettamente turistiche, con un grande sviluppo di hotel residenziali, tuttavia, il paesaggio non è stato danneggiato e la natura permane incontaminata, si nota la contrapposizione dei rilievi rocciosi e le spiagge dalla sabbia sottile.
Sant'Andrea è una località balneare che sorge nella zona dell'agro di Otranto che confina con l'agro di Melendugno. È caratterizzata da una spiaggetta tra alte falesie friabili. La costa che si trova a nord è alta e rocciosa e subito dopo il faro di Sant’Andrea, prende il nome di “Bastimento, Punta del Pepe e Colonnina". Molto noti sono i suoi faraglioni, la cui roccia, negli anni, è stata scavata andando a creare e dando vita a questi “guardiani”. Il più affascinante è quello che prende la forma di un arco: l’Arco degli Innamorati.
Roca Vecchia oltre ad essere una località costiera ed è anche un importante sito archeologico, qui vi è una cinquecentesca torre di avvistamento, le rovine del castello, il Santuario della Madonna di Roca del XVII secolo e le due grotte Posia (erroneamente note come Poesia). Queste ultime sono delle grotte carsiche invase dall'acqua del mare, le iscrizioni messapiche ivi presenti, fanno ipotizzare che fossero luogo di culto del Dio Taotor. Come rilevato dagli scavi, è stato evidenziato un sistema di fortificazioni risalente al XV-XI secolo a.C.
La Grotta di San Cristoforo è situata nella baia di Torre dell'Orso, costruita tra il IV e il III secolo a.C. Le pareti interne conservano ancora alcune iscrizioni greche, latine e medievali. La cavità fu frequentata da navigatori e mercanti che si apprestavano ad attraversare il canale d'Otranto, esprimendo a Dio i loro voti, dediche ed invocazioni.
Le marine di Melendugno sono state premiate quest’anno e molti altri anni con la Bandiera Blu d'Europa, conferita dalla Foundation for Environmental Education per la limpidezza delle acque, le marine di Melendugno offrono moltissime attività sia lungo la costa, che nell’entroterra.
Visite guidate, tour esperienziali, gite in barca, escursioni a cavallo: questo territorio può vantarsi di possedere un patrimonio paesaggistico, storico e archeologico tutto da scoprire. Una delle piscine naturali più belle del mondo, ricca di tesori archeologici e paesaggistici, è la Grotta della Poesia, a Roca Vecchia. Una tappa fondamentale per scoprirne le leggende che vi ruotano attorno e la meraviglia della natura. Queste marine offrono la possibilità di cimentarsi con diversi sport d’acqua: SUP, snorkeling, surf, sci nautico e kitesurf. Imperdibile percorso di trekking costiero che parte da Sant’ Andrea e arriva a Torre Dell'Orso alla scoperta delle Due Sorelle, due scogli gemelli che leggenda vuole rappresentino delle giovani donne cadute in mare e trasformate in rocce dagli Dèi.
Una passeggiata a cavallo lungo la costa e al tramonto, per ammirare i colori che cambiano nel cielo e sul mare e sentire cantare le cicale fino al calar del sole, un’ottima occasione per ammirare gli uliveti, la natura, la scogliera e tutti i siti di maggior interesse storico.
In agosto immancabile è la caratteristica “sagra de lu purpu” tra pizzica (musica tradizionale salentina), balli popolari e piatti tipici di questa terra!
Testi Terra Salentina Team